IN SINTESI · AGGIORNATO A NOVEMBRE 2026
Mercidazio zero con origine UE o britannica, ma dichiarazione doganale per ogni spedizione
Limited con sede amministrativa nell'UEniente più tutela della libertà di stabilimento; riconoscimento secondo il diritto nazionale
Trasferte di lavoroETA da £20, valida 2 anni, soggiorni fino a 6 mesi
Distaccofino a 2 anni nei contributi italiani con il certificato di copertura PDA1
Datidecisione di adeguatezza UE per il Regno Unito rinnovata a dicembre 2025
Effetto di lungo periodo (OBR)produttività meno 4 %, commercio con l'UE circa 15 % più basso rispetto alla permanenza

Dopo la Brexit l'Inghilterra sta meglio? Il bilancio sobrio

È una domanda che ci fanno spesso, e la risposta onesta dipende da chi la pone. L'organismo indipendente che vigila sui conti pubblici britannici, l'Office for Budget Responsibility, disegna da anni lo stesso quadro: l'accordo commerciale con l'UE riduce la produttività di lungo periodo del 4 % rispetto alla permanenza, esportazioni e importazioni restano a lungo circa il 15 % più basse. I nuovi accordi commerciali con Paesi extra UE, secondo l'OBR, difficilmente cambieranno molto.

I sostenitori indicano altre cose: leggi proprie, politica commerciale propria, regole proprie sull'immigrazione. Vantaggi politici, non numeri di bilancio. Per la tua impresa conta qualcosa di più concreto: il Regno Unito è rimasto un mercato grande e con potere d'acquisto, solo che entrarci costa più carta di prima. Chi la organizza bene una volta ha un vantaggio sui concorrenti che si lasciano spaventare.

Merci e IVA: la parte che si vede di più

Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte del territorio doganale e fiscale dell'UE, e per l'Agenzia delle Dogane gli scambi con Londra seguono le regole e le formalità dei Paesi terzi, nei limiti dell'accordo commerciale. Ogni spedizione tra Italia e Gran Bretagna vuole una dichiarazione doganale, anche quando il dazio è zero. Lo zero c'è solo per le merci che rispettano le regole di origine del TCA. A questo si aggiungono la VAT britannica, un GB EORI e, per alimenti e piante, controlli in più. I dettagli sono in IVA e VAT con la Gran Bretagna e in dogana dopo la Brexit.

La logistica ci ha fatto l'abitudine, il prezzo è rimasto: tempi più lunghi, costi per lo spedizioniere doganale, più occasioni di errore. Per chi spedisce molti piccoli pacchi a privati spesso conviene un magazzino nel Regno Unito con registrazione VAT propria; per la classica spedizione B2B di solito no.

IMPORTANTE PER CHI HA UNA LIMITED
La tua Limited è guidata dall'Italia?

Dalla fine della transizione le società costituite nel Regno Unito sono, per l'UE, società di Paesi terzi, non più protette dalla libertà di stabilimento. Gli Stati membri non sono più tenuti a riconoscere la personalità giuridica, e quindi la responsabilità limitata, di una Limited con amministrazione centrale nell'UE. Nel caso peggiore i soci rispondono di persona dei debiti della società.

Diritto societario: la Limited con sede nell'UE

Per anni la Limited inglese con la direzione in un Paese UE è stata un modello di moda: si costituiva in fretta, con poco capitale, e la libertà di stabilimento garantiva il riconoscimento ovunque. Quella base non c'è più. La Commissione europea chiarisce che dalla fine della transizione le società costituite nel Regno Unito sono società di Paesi terzi. Se e come vengano riconosciute dipende dal diritto nazionale di ciascuno Stato o dai trattati.

Per te significa questo: se la tua Limited è di fatto guidata dall'Italia, fai verificare come la tratta oggi l'ordinamento italiano e se sia meglio trasformarla in una forma societaria italiana o spostarne davvero la direzione nel Regno Unito. C'è anche il lato fiscale: per la convenzione Italia-Regno Unito una società residente in entrambi i Paesi è residente dove si trova la sua sede di direzione effettiva. Ne parliamo in Limited gestita dall'Italia. Le filiali di società britanniche nell'UE, del resto, sono anch'esse filiali di una società di un Paese terzo, con le regole che ne seguono.

Se invece la tua Limited è guidata nel Regno Unito, con amministratori, decisioni e sostanza lì, resta uno strumento solido per il mercato britannico, a patto di impostarla bene fin dal primo giorno.

Trasferte e servizi nel Regno Unito

Se voli da un cliente a Londra o a Birmingham, oggi ti serve prima un'autorizzazione elettronica di viaggio, l'ETA. Costa £20, vale due anni o fino alla scadenza del passaporto e consente soggiorni fino a sei mesi, anche per lavoro. Attenzione però: con l'ETA puoi fare riunioni, trattative e fiere, non qualsiasi lavoro sul posto. Che cosa può fare un visitatore d'affari e quando serve un visto lo trovi in viaggi di lavoro ed ETA.

Distaccare dipendenti nel Regno Unito: i contributi

La buona notizia: l'accordo commerciale continua a coordinare la sicurezza sociale. Di regola paghi i contributi in un solo Paese.

  1. 1

    Fino a due anni: restano i contributi italiani

    Chi viene mandato temporaneamente nel Regno Unito per un massimo di due anni da un datore di lavoro italiano che opera normalmente in Italia resta nel sistema previdenziale italiano. Lo stesso vale per i lavoratori autonomi che svolgono temporaneamente un'attività simile nel Regno Unito.

  2. 2

    Richiedere il certificato

    La base è il certificato di copertura (PDA1) rilasciato dall'ente previdenziale italiano. Con quello, nel Regno Unito non si versa la National Insurance.

  3. 3

    Non è un permesso di lavoro

    Il certificato non sostituisce il visto. Se il tuo dipendente ne abbia bisogno lo decide il diritto britannico dell'immigrazione.

  4. 4

    Le imposte sul salario sono un'altra storia

    Contributi e imposte sul reddito seguono regole diverse. Se nel Regno Unito serva una busta paga lo si chiarisce con UK Payroll.

Dati: la decisione di adeguatezza resta in piedi

I dati personali possono continuare a passare dall'UE al Regno Unito senza contratti aggiuntivi. Non lo prevede l'accordo commerciale, ma una decisione unilaterale dell'UE: la Commissione ha rinnovato a dicembre 2025 le due decisioni di adeguatezza del 2021 per il Regno Unito. Per il tuo CRM su server londinesi o il fornitore britannico vuol dire: si va avanti, tenendo d'occhio gli sviluppi, perché una decisione unilaterale può essere rivista.

Politicamente l'aria è più mite. Al primo vertice UE-Regno Unito del 19 maggio 2025 le due parti hanno concordato un nuovo partenariato strategico. Un accordo su alimenti e fitosanitario è in trattativa ma non ancora concluso, e il governo britannico esclude un ritorno nel mercato unico o nell'unione doganale. Pianifica quindi con le regole di oggi.

FAQ

Domande frequenti sulle conseguenze della Brexit per le imprese

La Brexit ha dei vantaggi per le imprese?

Per un'impresa italiana, dal mio punto di vista, soprattutto indiretti: chi padroneggia le formalità si distingue dai concorrenti che le evitano. Le previsioni ufficiali britanniche vedono invece, sul piano generale, un freno duraturo a commercio e produttività.

La mia Limited con sede in Italia è ancora valida?

Gli Stati membri non sono più tenuti a riconoscerne personalità giuridica e responsabilità limitata se l'amministrazione centrale è nell'UE. Come la tratta l'Italia dipende dal diritto italiano. Fallo verificare in concreto, prima che lo faccia un creditore.

Per i dipendenti nel Regno Unito mi serve un certificato PDA1?

Sì, se vengono distaccati temporaneamente fino a due anni e devono restare nella previdenza italiana. Il certificato non sostituisce il visto.

Posso trasferire dati dei clienti nel Regno Unito?

Sì, sulla base della decisione di adeguatezza dell'UE, rinnovata dalla Commissione a dicembre 2025.

Fonti: Commissione europea: Notice to stakeholders, withdrawal of the UK and EU rules in the field of company law (2021); Commissione europea: Trade and Cooperation Agreement; Commissione europea: decisioni di adeguatezza; Parlamento europeo: Note sintetiche, il Regno Unito; Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: FAQ per le imprese; GOV.UK: Paying social security contributions if you're coming to work in the UK from the EU or Switzerland; GOV.UK: Get an electronic travel authorisation (ETA); GOV.UK: Food Standards Agency, SPS programme update September 2026; Office for Budget Responsibility: Brexit analysis