IN SINTESI · AGGIORNATO A NOVEMBRE 2026
Status del Regno UnitoPaese terzo, fuori dal territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'UE dal 1° gennaio 2021
Aliquota VAT ordinaria20 %
Soglia di registrazione£90.000 per le imprese britanniche; chi non è stabilito nel Regno Unito si registra dalla prima operazione imponibile
Spedizioni fino a £135il venditore applica la VAT britannica alla vendita; nel B2B con numero VAT, reverse charge
Oltre £135VAT all'importazione e dazio secondo le regole ordinarie
Servizi B2Bluogo della prestazione presso il cliente; il cliente britannico applica il reverse charge
Export dall'Italiacessione non imponibile IVA ai sensi dell'art. 8 DPR 633/1972, con la prova dei documenti doganali

La Gran Bretagna è un Paese terzo: che cosa vuol dire per la tua IVA

Fino a fine 2020 una consegna da Bologna a Manchester era una cessione intracomunitaria come le altre. Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte del territorio doganale e fiscale dell'Unione, come ricorda l'Agenzia delle Dogane: niente più IVA comunitaria, niente più accise comuni. Ogni merce che va e viene tra Italia e Gran Bretagna passa dalla dogana, e ai fini IVA è un'esportazione da una parte e un'importazione dall'altra.

Da allora hai davanti due sistemi che non si parlano più: l'IVA italiana dalla tua parte e la VAT britannica, con un'aliquota ordinaria del 20 %, dall'altra. Il lato britannico qui sotto vale per qualsiasi impresa dell'UE; per il lato italiano indichiamo quello che dice la legge IVA sull'esportazione.

Un'eccezione c'è: per le merci l'Irlanda del Nord continua a seguire le regole IVA dell'UE. Lo spieghiamo a parte in Irlanda del Nord e Windsor Framework. Tutto quello che leggi qui riguarda la Gran Bretagna: Inghilterra, Scozia e Galles.

Merci a privati britannici: la regola delle 135 sterline

Se vendi merci dall'Italia direttamente a privati in Gran Bretagna, decide il valore della spedizione. Se è di £135 o meno, la VAT all'importazione non viene riscossa alla frontiera. Al suo posto applichi tu la VAT britannica già alla vendita, come se fossi un negozio britannico. Il limite vale per l'intera spedizione, non per il singolo articolo nel pacco.

La conseguenza sgradevole: devi registrarti alla VAT presso HMRC e presentare le dichiarazioni. Per le imprese non stabilite nel Regno Unito non c'è soglia di fatturato. La famosa soglia di £90.000 vale solo per le imprese britanniche; chi consegna dall'estero a clienti britannici deve registrarsi a prescindere dal volume. La vecchia franchigia all'importazione per le piccole spedizioni fino a £15 non esiste più.

Se vendi tramite un marketplace online, la VAT su queste spedizioni la gestisce il marketplace: è lui il debitore d'imposta. Se la spedizione supera £135 valgono le regole ordinarie: il tuo cliente o lo spedizioniere dichiara la merce, VAT all'importazione ed eventuale dazio si pagano alla frontiera. Come funziona in pratica lo trovi in dogana dopo la Brexit: EORI, codice tariffario, importazione.

Sul lato dogana qualcosa si muove: il governo britannico ha annunciato l'abolizione della franchigia doganale per le spedizioni fino a £135. La nuova regola entrerà in vigore nel giorno fissato dal Tesoro con regolamento, al più tardi entro ottobre 2028. Per la logica della VAT alla vendita, per ora, non cambia nulla.

Merci a imprese britanniche e merci in un magazzino nel Regno Unito

Se vendi spedizioni fino a £135 a un'impresa britannica che ti comunica il suo numero VAT, non applichi VAT britannica. In fattura metti l'indicazione del reverse charge e il cliente assolve l'imposta nella sua dichiarazione. Se vendi solo a imprese britanniche registrate e al momento della vendita la merce è ancora fuori dal Regno Unito, per questo non devi registrarti.

Diverso il caso in cui la merce sia già in Gran Bretagna, per esempio in un magazzino di fulfilment. Allora, da venditore estero, devi registrarti a prescindere dal valore della merce e versare la VAT britannica su ogni vendita a clienti nel Regno Unito. È il caso tipico in cui una UK VAT Registration è inevitabile.

Sul lato italiano la consegna nel Regno Unito è un'esportazione: le cessioni di beni spediti fuori dall'UE sono non imponibili IVA ai sensi dell'art. 8 DPR 633/1972. La prova che la merce ha davvero lasciato l'Unione la danno i documenti doganali, quindi conservali con cura. Vale anche per vino e liquori: per l'ADM la vendita di alcolici a un acquirente britannico è un'esportazione.

Servizi: la fattura verso la Gran Bretagna, visti da Londra

Per i servizi le regole britanniche seguono un principio semplice, con eccezioni importanti (per esempio per le prestazioni legate agli immobili o a certi eventi):

CasoDove è imponibile per HMRCChi applica l'imposta nel Regno Unito
Fai una consulenza a un'impresa britannica (B2B)Nel Regno Unito, dove il cliente ha la sua attivitàIl cliente britannico con il reverse charge; nessuna VAT britannica in fattura
Rendi un servizio generico a un privato britannico (B2C)Di regola dove sei stabilito tuNessuno nel Regno Unito; si applica la legge del tuo Paese
Vendi servizi digitali (download, app, streaming) a privati britanniciNel Regno UnitoTu, con registrazione VAT britannica, oppure la piattaforma tramite cui vendi

HMRC VAT Notice 741A; VAT rules for supplies of digital services to consumers

Servizi digitali e piattaforme

Sui servizi digitali ai consumatori il Regno Unito non prevede soglie minime per i fornitori esteri. Se vendi e-book, abbonamenti software, corsi online a consegna automatica o app a privati britannici, la prestazione è imponibile nel Regno Unito e devi registrarti. Se la vendita passa da una piattaforma o da un app store, la VAT è a carico della piattaforma e tu sei fuori.

Qui conta più la classificazione che l'imposta: un workshop individuale su Zoom non è un servizio digitale automatizzato, un videocorso registrato sì. Chi sbaglia casella si registra tardi, o non si registra affatto.

Fatture e merci dall'Inghilterra: che cosa resta all'Italia

Quando compri merci in Gran Bretagna, all'ingresso nell'UE nasce l'IVA all'importazione e serve una dichiarazione doganale, con l'EORI che la tua impresa deve comunque avere per commerciare con il Regno Unito. Come trattare in contabilità le fatture di servizi ricevute da fornitori britannici lo stabilisce la legge IVA italiana: fallo impostare dal tuo consulente in Italia prima della prima fattura.

Per i privati che ordinano online dal Regno Unito il 2026 è un anno di svolta: l'UE ha abolito con effetto dal 1° luglio 2026 la franchigia doganale per le spedizioni fino a 150 euro. Sulle vendite a distanza fino a 150 euro si paga un dazio forfettario di 3 euro per categoria di merce, e dal 1° novembre 2026 si aggiunge un contributo di gestione dell'Unione di 2 euro per categoria di merce, qualunque sia il valore.

E l'IVA pagata da turista in un negozio di Londra? Non la recuperi più. Il Regno Unito ha abolito il rimborso per i turisti e gli acquisti tax free in aeroporto con la fine della transizione, il 31 dicembre 2020.

FAQ

Domande frequenti su IVA e Gran Bretagna

In una fattura verso la Gran Bretagna metto l'IVA italiana?

Sulle cessioni di beni spediti nel Regno Unito no: è un'esportazione non imponibile ai sensi dell'art. 8 DPR 633/1972, se la merce esce dall'UE e lo provano i documenti doganali. Sui servizi a imprese britanniche, per HMRC la prestazione è imponibile nel Regno Unito e il cliente applica il reverse charge; come esporlo in fattura lato italiano lo decide la legge IVA italiana.

Devo registrarmi alla VAT nel Regno Unito?

Sì, appena come impresa non stabilita nel Regno Unito fai operazioni imponibili in Gran Bretagna, per esempio spedizioni fino a £135 a privati senza marketplace, vendite da un magazzino britannico o servizi digitali a consumatori. Non c'è soglia di fatturato.

Mi serve un rappresentante fiscale nel Regno Unito?

HMRC lo tratta come una possibilità: con il modulo VAT1TR lo nominano le imprese che lo vogliono. Per l'importazione in sé, però, se non sei stabilito nel Regno Unito ti serve in pratica qualcuno che presenti la dichiarazione doganale per te.

Quanto è l'IVA in Inghilterra?

L'aliquota ordinaria della VAT britannica è del 20 %. Accanto ci sono aliquote ridotte e aliquote zero per determinati beni.

Da privato posso farmi rimborsare l'IVA pagata in Inghilterra?

Non con un rimborso per turisti, abolito dal Regno Unito a fine 2020. Se hai ordinato online, hai pagato la VAT all'acquisto e hai reso la merce, te la restituisce il venditore o il marketplace. Maggiori dettagli in resi dopo la Brexit.

Fonti: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: Info Brexit; Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: FAQ per le imprese; Normattiva: art. 8 DPR 26 ottobre 1972 n. 633; GOV.UK: VAT and overseas goods sold directly to customers in the UK; GOV.UK: VAT and overseas goods sold to customers in the UK using online marketplaces; GOV.UK: Register for VAT; GOV.UK: VAT rates; GOV.UK: Place of supply of services (VAT Notice 741A); GOV.UK: VAT rules for supplies of digital services to consumers; GOV.UK: Appoint a tax representative (VAT1TR); GOV.UK: Revenue and Customs Brief 21 (2020); GOV.UK: Reforming the customs treatment of low value imports