| Aggiornato | Novembre 2026, anno fiscale 2026/27 |
| Sicuramente non residente | Meno di 16 giorni nel Regno Unito (se eri residente in uno dei tre anni precedenti) oppure lavoro a tempo pieno all'estero con meno di 91 giorni nel Regno Unito |
| Avvisare HMRC | Modulo P85 oppure Self Assessment con le pagine sulla residenza SA109 |
| Resta tassato | Affitti britannici, plusvalenze su immobili britannici, giorni di lavoro nel Regno Unito, molte pensioni britanniche |
| Trappola dei 5 anni | Temporary non-residence: finisce solo dopo cinque anni e un giorno di assenza |
| Inheritance tax | La residenza di lungo periodo può durare fino a 10 anni fiscali dopo la partenza |
| Rientro in Italia | Flat tax di 300.000 euro annui sui redditi esteri oppure regime impatriati al 50 % |
Quando per HMRC te ne sei andato davvero
Lo Statutory Residence Test (SRT) esamina ogni anno fiscale separatamente, e l'anno fiscale britannico va dal 6 aprile al 5 aprile. Puoi quindi essere residente in un anno e non esserlo in quello successivo. Il giorno della partenza da solo non decide nulla. Come funziona il test nel suo insieme lo spieghiamo nell'articolo sullo Statutory Residence Test.
Per chi parte contano soprattutto i test automatici sull'estero. Se sei stato residente in almeno uno dei tre anni precedenti, sei non residente quando passi nel Regno Unito meno di 16 giorni nell'anno fiscale. Se te ne vai per un lavoro a tempo pieno, basta il terzo test: lavoro a tempo pieno all'estero per tutto l'anno fiscale, meno di 91 giorni nel Regno Unito e meno di 31 giorni con più di tre ore di lavoro nel Regno Unito, senza interruzioni significative del lavoro all'estero.
Se nessuno di questi test scatta, si contano i legami con il Regno Unito, i ties. Chi era residente ne ha bisogno di meno per restarlo rispetto a chi arriva da zero, e in più deve considerare il country tie. E chi passa nel Regno Unito 183 giorni o più resta comunque residente.
Ecco quanti legami ti tengono residente nel Regno Unito se sei stato residente in almeno uno dei tre anni fiscali precedenti:
| Giorni nel Regno Unito nell'anno fiscale | Legami dai quali sei residente |
|---|---|
| da 16 a 45 | almeno 4 |
| da 46 a 90 | almeno 3 |
| da 91 a 120 | almeno 2 |
| oltre 120 | almeno 1 |
HMRC RDR3, Table A
Split year: il taglio nell'anno della partenza
Nell'anno in cui parti, per l'SRT sei quasi sempre ancora residente. Perché non resti tassato nel Regno Unito per tutto l'anno esiste lo split year: l'anno si divide in una parte britannica e una parte estera. Per chi parte valgono i casi da 1 a 3.
Il caso 1 vale se inizi un lavoro a tempo pieno all'estero. Il caso 2 riguarda il partner che ti segue. Il caso 3 è il trasloco classico: lasci la casa nel Regno Unito, poi passi nel Regno Unito meno di 16 giorni e diventi residente fiscale nel nuovo Paese entro sei mesi, oppure vi soddisfi la condizione di presenza o di abitazione. Ogni caso ha le sue condizioni e vanno rispettate tutte. I dettagli sono nell'articolo sullo split year.
Da tenere a mente: lo split year presuppone che l'anno successivo tu sia non residente. Se parti in autunno e torni in primavera per qualche settimana, conta i giorni prima.
Avvisare HMRC: P85 o Self Assessment
Chi lascia il Regno Unito per sempre, o lavora all'estero a tempo pieno per almeno un intero anno fiscale, lo comunica a HMRC. La strada dipende da se presenti già una dichiarazione dei redditi.
- 1
Niente Self Assessment: modulo P85
Con il P85 comunichi la partenza e recuperi le ritenute pagate in eccesso. Allega il P45 se ce l'hai. Online si può fare solo dopo la partenza; se sei ancora nel Regno Unito, stampi il modulo e lo spedisci per posta.
- 2
Se fai il Self Assessment: SA109
Comunichi la partenza con le pagine sulla residenza SA109 della dichiarazione. I servizi online di HMRC non lo permettono: dichiarazione cartacea per posta o software commerciale. Per la carta la scadenza è il 31 ottobre.
- 3
Tieni aperto il conto britannico
HMRC non si fa carico delle spese di cambio o di bonifico estero di un rimborso. Lascia aperto il conto nel Regno Unito finché i soldi non sono arrivati.
- 4
Visite dopo la partenza
Chi lavora all'estero a tempo pieno, secondo HMRC, di norma può passare nel Regno Unito fino a 90 giorni, di cui al massimo 30 lavorativi. Nuove attività nel Regno Unito, come l'acquisto di una casa o un'attività d'impresa, possono farti tornare residente.
Cosa resta tassato nel Regno Unito
Da non residente non paghi imposte britanniche su redditi e plusvalenze esteri. I redditi britannici però, di regola, restano tassabili. I quattro grandi capitoli sono affitti, plusvalenze immobiliari, lavoro nel Regno Unito e pensioni.
Affitti britannici: se vivi all'estero sei mesi o più all'anno sei un non-resident landlord. L'agente o l'inquilino trattiene l'imposta all'aliquota base, a meno che HMRC ti autorizzi a incassare il lordo e a fare i conti nel Self Assessment. Senza agente, l'inquilino trattiene se l'affitto supera le 100 sterline a settimana. Attenzione: con il Budget del 28 ottobre 2026 il governo ha annunciato che dal 6 aprile 2027 le aliquote sui redditi da locazione in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord saliranno a 24, 44 e 49 %; la legge arriverà con la Finance Bill 2026-27. Il procedimento è spiegato nell'articolo sul Non-Resident Landlord Scheme.
Immobili britannici alla vendita: le plusvalenze su case e terreni nel Regno Unito restano tassabili. Ogni vendita va comunicata entro 60 giorni dal rogito, anche senza imposta da pagare e anche in perdita, e le convenzioni non aiutano per le plusvalenze sugli immobili residenziali britannici. Ne parliamo nell'articolo sulla vendita di un immobile da non residente. Le azioni britanniche invece, da non residente, le vendi senza capital gains tax britannica.
Lavoro nel Regno Unito: se vivi all'estero e continui a lavorare nel Regno Unito per un datore di lavoro britannico, l'imposta si calcola sui giorni lavorati nel Regno Unito. Pensioni britanniche: le pensioni aziendali e private britanniche sono in linea di principio tassabili nel Regno Unito; con la convenzione del tuo nuovo Paese puoi chiedere lo sgravio per la maggior parte di esse. Gran parte delle pensioni del pubblico impiego resta tassabile solo nel Regno Unito. La State Pension, di solito, il Regno Unito non la tassa ai non residenti.
Interessi e dividendi britannici per i non residenti sono quasi sempre un non problema: HMRC limita l'imposta su questi redditi da capitale a quanto già trattenuto alla fonte. Il limite non vale per la parte estera di uno split year e non vale per gli affitti.
Temporary non-residence: la trappola dei cinque anni
Chi lascia il Regno Unito, incassa in fretta qualche guadagno e poi rientra, fa i conti senza le regole sulla temporary non-residence. Si applicano se sei stato residente solo nel Regno Unito in almeno quattro dei sette anni fiscali prima dell'anno della partenza e la tua assenza dura cinque anni o meno. Ne esci solo con più di cinque anni: cinque anni e un giorno.
Se torni prima, HMRC tassa nell'anno del rientro alcuni redditi e plusvalenze del periodo all'estero come se fossero nati in quell'anno. Tra questi le plusvalenze, alcune prestazioni pensionistiche e somme una tantum, i dividendi di società a ristretta base proprietaria (tipicamente la tua Limited), gli offshore income gains dei fondi e i chargeable event gains delle polizze vita.
In pratica: chi svuota la propria società britannica distribuendo tutto dall'estero, o vende un grosso portafoglio, e dopo tre anni torna a Londra, paga nel Regno Unito. Anche se il nuovo Paese ha già tassato quei guadagni; a quel punto la questione diventa il credito per l'imposta pagata lì.
Inheritance tax: un'ombra lunga
Dal 6 aprile 2025 l'imposta di successione britannica non dipende più dal domicilio, ma dalla residenza di lungo periodo. È long-term resident chi è stato residente nel Regno Unito in almeno 10 dei 20 anni fiscali precedenti. In quel caso anche il patrimonio estero può rientrare nell'inheritance tax.
Questo status non finisce con il trasloco. Può durare fino a 10 anni fiscali; chi è rimasto meno ne esce prima. Dopo 10-13 anni nel Regno Unito finisce tre anni dopo la partenza, dopo 15 anni cinque anni dopo. Chi torna dopo dieci anni di assenza ininterrotta ricomincia a contare da zero. Il quadro completo è nell'articolo sull'inheritance tax britannica.
Finita l'ombra, il patrimonio britannico resta comunque nella rete: chi vive all'estero paga l'inheritance tax sui beni nel Regno Unito, come un immobile o un conto bancario. L'aliquota ordinaria è del 40 % sulla parte che supera la franchigia di 325.000 sterline. Anche un ISA fa parte dell'asse ereditario. E se torni a vivere in Italia, l'imposta di successione italiana si applica a chi muore residente su tutti i beni, anche quelli nel Regno Unito, con un credito per l'imposta estera sui beni situati all'estero.
ISA, pensioni e National Insurance dopo la partenza
ISA: puoi tenerlo e l'esenzione britannica sui rendimenti resta. Da non residente però non puoi più versarci, e devi comunicare al tuo provider che non sei più residente nel Regno Unito. L'esenzione vale solo nel Regno Unito: per il fisco del tuo nuovo Paese conta la sua legge.
Pensioni: la tua pensione britannica resta dov'è. Come vengono tassati i pagamenti dopo la partenza lo decide la convenzione con il nuovo Paese. Le somme una tantum nei primi cinque anni possono ricadere nelle regole sulla temporary non-residence.
National Insurance: dal 6 aprile 2026 i periodi all'estero seguono regole nuove. I contributi volontari di Class 2 per i periodi all'estero non esistono più dall'anno fiscale 2026/27. I contributi volontari di Class 3 per i periodi dopo il 5 aprile 2026 li puoi versare solo se prima hai vissuto nel Regno Unito dieci anni di fila o hai versato in tutto dieci anni di contributi utili. Per il 2026/27 sono 18,40 sterline a settimana, e puoi recuperare gli ultimi sei anni. Per avere una State Pension servono di norma almeno dieci anni utili.
Se torni in Italia: residenza, flat tax e impatriati
Dall'altra parte c'è il fisco italiano. Dal 2024 diventi di nuovo residente in Italia se, per 183 giorni dell'anno (184 nei bisestili), hai in Italia la residenza civilistica, il domicilio, cioè il centro delle tue relazioni personali e familiari, oppure ci sei fisicamente (art. 2 TUIR, dal 2027 art. 2 del nuovo testo unico). Basta uno dei tre. Se nello stesso anno sei residente anche per l'SRT, decide lo spareggio della convenzione Italia-Regno Unito.
Per chi arriva con molti redditi esteri c'è il regime dei nuovi residenti, l'art. 24-bis TUIR (dal 2027 art. 246 del nuovo testo unico): un'imposta sostitutiva di 300.000 euro l'anno su tutti i redditi prodotti all'estero, più 50.000 euro per ogni familiare incluso, per chi trasferisce la residenza in Italia dal 1° gennaio 2026. Serve non essere stati residenti in Italia per almeno nove dei dieci anni precedenti e ottenere una risposta favorevole a un interpello dell'Agenzia delle Entrate. L'opzione dura al massimo quindici anni, puoi escludere i redditi di uno o più Paesi (tassati allora in via ordinaria con credito d'imposta) e chi la sceglie non compila il quadro RW e non paga IVIE e IVAFE. Attenzione: le plusvalenze su partecipazioni qualificate realizzate nei primi cinque anni restano fuori dalla flat tax.
Se invece torni per lavorare, guarda il regime degli impatriati (art. 5 d.lgs. 209/2023): i redditi di lavoro dipendente e autonomo prodotti in Italia contano per il 50 %, fino a 600.000 euro l'anno. Condizioni: non essere stati residenti in Italia nei tre periodi d'imposta precedenti il rientro (di più se torni per lo stesso datore di lavoro o gruppo) e avere requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.
Senza flat tax, da residente italiano dichiari anche ciò che hai lasciato nel Regno Unito. Conti e investimenti britannici vanno nel quadro RW; per i conti non serve se il valore massimo complessivo nell'anno non ha superato 15.000 euro. Sui prodotti finanziari esteri, compreso in linea generale un ISA, si paga l'IVAFE dello 0,2 % annuo sul valore di fine anno, e su una casa nel Regno Unito l'IVIE dell'1,06 % del costo d'acquisto, esclusa l'abitazione principale. Dal 2027 queste regole escono dalle norme attuali e confluiscono in nuovi decreti: il d.lgs. 123/2025 per l'IVAFE, il d.lgs. 174/2024 per l'IVIE e il d.lgs. 141/2026 per il quadro RW.
Dove vai dopo
La parte britannica è una metà. L'altra dipende dal Paese di arrivo.
- Di nuovo in Italia: la convenzione Italia-Regno Unito
- A Malta o in Irlanda: dal Regno Unito a Malta o in Irlanda
- Negli Stati Uniti: dal Regno Unito agli USA
- In un altro Paese: la parte britannica resta questa; per l'arrivo serve la convenzione e il diritto di quel Paese, da verificare caso per caso
Domande frequenti su come lasciare il Regno Unito
Da quando sono non residente dopo la partenza?
Lo decide lo Statutory Residence Test per ogni anno fiscale. Nell'anno in cui parti sei di solito ancora residente; lo split year può però dividere l'anno dal giorno della partenza, se si applica uno dei casi da 1 a 3 e l'anno dopo sei non residente.
Devo avvisare HMRC della partenza?
Sì, se lasci il Regno Unito per sempre o lavori all'estero a tempo pieno per almeno un intero anno fiscale. Senza Self Assessment usi il modulo P85, con il Self Assessment le pagine sulla residenza SA109.
Cosa succede se torno nel Regno Unito dopo tre anni?
Di regola scattano le regole sulla temporary non-residence. Alcune plusvalenze e alcuni redditi del periodo all'estero, come i dividendi della tua società, HMRC li tassa nell'anno del rientro.
Torno in Italia: posso usare la flat tax dei nuovi residenti?
Sì, se non sei stato residente in Italia per almeno nove dei dieci anni precedenti e ottieni un interpello favorevole. Per chi si trasferisce dal 1° gennaio 2026 l'imposta è di 300.000 euro l'anno sui redditi esteri, più 50.000 euro per ogni familiare incluso, per un massimo di quindici anni.
Posso tenere il mio ISA?
Sì. Nel Regno Unito resta esente, ma da non residente non puoi più versarci. Avvisa il provider. Se torni residente in Italia, l'ISA va indicato nel quadro RW.
Fonti: HMRC: RDR3 Statutory Residence Test (SRT) notes; HMRC Residence and FIG regime manual: split year, case 1 (RFIG21040); HMRC Residence and FIG regime manual: split year, case 3 (RFIG21130); HMRC Residence and FIG regime manual: temporary non-residence (RFIG21510, RFIG21560); GOV.UK: Tax if you leave the UK to live abroad; GOV.UK: Get your Income Tax right if you're leaving the UK (P85); GOV.UK: Tax on your UK income if you live abroad; HMRC: HS300 Non-residents and investment income (2026); GOV.UK: Capital Gains Tax on UK property or land if you're not a UK resident; HM Treasury: Budget 2026; GOV.UK: Inheritance Tax if you're a long-term UK resident; GOV.UK: How Inheritance Tax works; GOV.UK: Individual Savings Accounts, if you move abroad; GOV.UK: Voluntary National Insurance; Normattiva: art. 2 TUIR, residenza delle persone fisiche; Normattiva: art. 24-bis TUIR, regime dei nuovi residenti; Normattiva: art. 5 d.lgs. 209/2023, regime degli impatriati; Normattiva: art. 19 DL 201/2011 (IVIE e IVAFE); Normattiva: art. 4 DL 167/1990 (quadro RW); Normattiva: d.lgs. 117/2026, nuovo testo unico delle imposte sui redditi