| Pensione estera | Tassata nel Regno Unito per intero, se la convenzione dà al Regno Unito il diritto di tassarla |
| Pensione privata italiana | Per la convenzione, solo nello Stato di residenza (art. 18) |
| Pensione pubblica italiana | Per la convenzione, di regola solo in Italia (art. 19) |
| ETF e fondi comprati in Italia | Di solito fondi offshore per il diritto britannico |
| Non-reporting fund | Plusvalenza tassata come reddito (fino al 45 %), non come capital gain (18 % o 24 %) |
| Finché sei residente in Italia | Quadro RW e IVAFE dello 0,2 % sui prodotti finanziari esteri |
| Aggiornato a | novembre 2026 |
Pensioni estere: cosa tassa il Regno Unito
Se sei residente nel Regno Unito secondo lo Statutory Residence Test, le pensioni estere entrano nel tuo reddito britannico. La legge (ITEPA 2003, section 575) le tassa per l'intero importo. Fonti più vecchie parlano ancora di una deduzione forfettaria del 10 per cento; nel testo in vigore non c'è più. Se arrivi a metà anno e si applica uno split year, conta solo la pensione maturata nella parte britannica dell'anno.
Se il Regno Unito possa davvero tassare la pensione lo decide la convenzione contro le doppie imposizioni. HMRC lo riassume così: per la maggior parte delle convenzioni una pensione per lavoro passato la tassa solo lo Stato di residenza. Le eccezioni sono la parte interessante. Una pensione che la convenzione non permette al Regno Unito di tassare la dichiari comunque: con ente pagatore, importo e convenzione nel campo Any other information della dichiarazione.
L'imposta sul reddito in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord ha tre scaglioni: 20 per cento fino a 50.270 sterline, 40 per cento fino a 125.140 sterline e 45 per cento oltre, dopo la personal allowance di 12.570 sterline. La Scozia ha scaglioni propri.
Chi tassa la tua pensione: la convenzione Italia-Regno Unito
Come la convenzione del 1988 divide il diritto di tassare quando sei residente nel Regno Unito. Conta sempre il testo della convenzione per il tuo caso concreto.
| Tipo di pensione | Chi tassa | Articolo |
|---|---|---|
| Pensione per lavoro passato nel privato, rendite | Solo il Regno Unito, come Stato di residenza | Art. 18 |
| Pensione pagata dallo Stato italiano o da un ente locale per servizi resi a loro | Solo l'Italia | Art. 19, par. 2, lett. a |
| La stessa pensione pubblica, se sei cittadino britannico e residente nel Regno Unito | Solo il Regno Unito | Art. 19, par. 2, lett. b |
Convenzione Italia-Regno Unito del 1988, testo su GOV.UK
La pensione INPS: privata o pubblica?
La convenzione non parla di INPS, parla di pensioni per lavoro privato e di pensioni per servizi resi allo Stato. Il criterio è quindi il lavoro da cui viene la pensione, non l'ente che la paga. Una pensione maturata con anni di lavoro nel privato ricade di norma nella regola dell'art. 18, una pensione per anni di servizio pubblico nella regola dell'art. 19. Prima di dare per scontato chi tassa, verifica il tuo caso concreto.
Sul lato contributivo, la Brexit non ha azzerato nulla. Il periodo di transizione è finito il 31 dicembre 2020; da allora le pensioni seguono l'accordo commerciale UE-Regno Unito e il suo protocollo sulla sicurezza sociale, e la totalizzazione dei periodi contributivi britannici e italiani continua anche per i periodi successivi al 2020. Chi si è trasferito nel Regno Unito dal 1° gennaio 2021, o è diventato pensionato dopo, può ricevere lì l'integrazione al trattamento minimo e la maggiorazione sociale; per i pensionati residenti nel Regno Unito già prima del 2021 non sono esportabili.
E se un giorno torni in Italia con una State Pension britannica in tasca: per chi vive nello Spazio economico europeo, quindi anche in Italia, la pensione statale britannica viene rivalutata ogni anno.
La pensione nei primi quattro anni: il regime FIG
Dal 6 aprile 2025 c'è per chi arriva il regime FIG di quattro anni: chi è nei primi quattro anni fiscali britannici dopo almeno dieci anni fuori può esentare redditi e plusvalenze esteri. Le pensioni estere ne fanno parte, salvo pochi casi speciali esclusi. Una pensione privata italiana che per la convenzione sarebbe tassata nel Regno Unito può quindi essere alleggerita in quegli anni.
Il prezzo: chi presenta il claim perde per l'anno la personal allowance e la franchigia CGT di 3.000 sterline, che esenti solo redditi o solo plusvalenze. Sui redditi esentati non c'è credito per le imposte estere. E un claim sui redditi esteri può ridurre l'agevolazione sui contributi a una pensione britannica, ma non sotto la soglia base di 3.600 sterline. Per una pensione piccola il claim spesso non conviene, per una grande spesso moltissimo. Decidi anno per anno e hai tempo fino a dodici mesi dopo la scadenza ordinaria della dichiarazione.
Il portafoglio: perché il tuo ETF può diventare una trappola
Ora la parte che quasi tutti sottovalutano. Un fondo costituito fuori dal Regno Unito è per il diritto britannico un fondo offshore se soddisfa certe condizioni. HMRC cita espressamente come esempi la SICAV e l'ICAV irlandese, cioè proprio le forme giuridiche in cui stanno molti ETF comprati in Italia, spesso domiciliati in Irlanda o in Lussemburgo. Ogni classe di quote conta come fondo a sé.
La domanda decisiva è una: quella precisa classe di quote ha lo status di reporting fund presso HMRC? Un reporting fund comunica ogni anno i suoi redditi a HMRC e agli investitori. Paghi imposte sulla tua quota di quei redditi anche se il fondo è ad accumulazione e non distribuisce nulla. Quando vendi, la plusvalenza è un normale capital gain al 18 o al 24 per cento di capital gains tax, e i redditi già tassati la riducono.
Se la classe di quote non ha lo status di reporting fund, alla vendita la plusvalenza diventa di norma un offshore income gain. È soggetta all'imposta sul reddito invece che alla capital gains tax, quindi fino al 45 per cento, e la franchigia CGT non aiuta. Per i fondi obbligazionari in forma societaria con più del 60 per cento di investimenti fruttiferi, i redditi sono tassati come interessi. Sugli interessi il Budget del 28 ottobre 2026 ha annunciato aliquote più alte: 24, 44 e 49 per cento dal 6 aprile 2027, da introdurre con il Finance Bill 2026-27.
Reporting o non-reporting: la differenza
Cosa significano i due status per te, investitore residente nel Regno Unito.
| Reporting fund | Non-reporting fund | |
|---|---|---|
| Redditi correnti | Tassati anche se non distribuiti (excess reportable income, considerato percepito 6 mesi dopo la fine del periodo di rendiconto) | Tassate solo le distribuzioni |
| Plusvalenza alla vendita | Capital gains tax, 18 % o 24 %, franchigia di 3.000 sterline | Offshore income gain: imposta sul reddito fino al 45 % |
| Cosa ti serve | Il rendiconto annuale del fondo | L'elenco di HMRC e la conferma della società di gestione |
| Detenuto in un ISA | Niente da dichiarare | Niente da dichiarare |
HMRC, HS265 Offshore funds; GOV.UK, Capital Gains Tax rates and allowances
I quattro anni come finestra
Qui il regime FIG diventa uno strumento. Gli offshore income gains sono tra i redditi che puoi esentare nei tuoi quattro anni. Chi arriva con un portafoglio pieno di non-reporting fund può riorganizzarlo in quel periodo, per esempio passando a classi di quote con status di reporting fund, ed esentare la plusvalenza con il claim. Dopo scatta la tassazione piena come reddito. Se conviene dipende da quante franchigie perdi nello stesso anno e da cosa dice l'Italia sulla vendita.
Lo sguardo all'Italia, quindi. Un'exit tax sulle tue partecipazioni private l'Italia non ce l'ha. La convenzione però le lascia il diritto di tassare la plusvalenza di chi è stato residente in Italia nei cinque anni prima della vendita, se il Regno Unito non la tassa: se una plusvalenza esentata con il regime FIG rientri in questa clausola è un punto da verificare, perché nessuna fonte italiana lo chiarisce. Residenza, AIRE e clausola dei cinque anni sono spiegate nell'articolo sulla tassazione in uscita. L'ordine giusto è quasi sempre: prima chiudere bene con l'Italia, poi usare la finestra britannica.
Finché sei ancora residente in Italia: quadro RW e IVAFE
Se parti tardi nell'anno, per l'Italia puoi essere ancora residente proprio quando apri i primi conti britannici: dal 2024 basta la maggioranza del periodo d'imposta, cioè 183 giorni, con residenza, domicilio o presenza fisica. Finché sei residente in Italia, i tuoi conti e investimenti nel Regno Unito vanno indicati nel quadro RW della dichiarazione. Per i depositi e i conti correnti esteri l'RW non serve se il valore massimo complessivo nell'anno non ha superato i 15.000 euro.
Sui prodotti finanziari esteri, dai fondi alle azioni, si paga l'IVAFE dello 0,2 per cento l'anno sul valore di mercato a fine anno, con credito per un'eventuale imposta patrimoniale estera. Per i conti correnti l'IVAFE è invece un importo fisso, pari all'imposta di bollo sui conti. E non contare sul silenzio: le istituzioni finanziarie britanniche comunicano i conti dei residenti italiani nell'ambito del CRS. Dal 2027 queste regole passano rispettivamente nel d.lgs. 123/2025 e nel d.lgs. 141/2026; la sostanza resta.
ISA e pensione britannica come nuova casa
Alla lunga i soldi stanno meglio negli involucri britannici che lo Stato agevola. L'Individual Savings Account, in breve ISA, accoglie nell'anno fiscale 2026/27 fino a 20.000 sterline, esenti su redditi e plusvalenze. Anche i fondi offshore possono stare in un ISA, e allora i loro redditi non vanno dichiarati, reporting fund o no. Un ISA lo apri solo se sei residente nel Regno Unito; se te ne vai, non puoi più versarci. Il Budget 2026 lascia il limite del cash ISA a 20.000 sterline anche dal 6 aprile 2027. Come funzionano gli ISA nella vita di tutti i giorni lo leggi nell'articolo su tasse quotidiane e ISA.
Il secondo involucro è la pensione britannica. I contributi sono agevolati fino al 100 per cento del tuo reddito annuo, con il tetto dell'annual allowance di 60.000 sterline. Ricorda l'interazione vista sopra: un claim FIG può ridurre questa agevolazione nello stesso anno.
Domande frequenti
La mia pensione INPS sarà tassata nel Regno Unito?
Dipende dal lavoro da cui viene. Per la convenzione Italia-Regno Unito una pensione per lavoro privato la tassa solo lo Stato di residenza, quindi il Regno Unito; una pensione per servizi resi allo Stato italiano la tassa di regola solo l'Italia. Nella dichiarazione britannica la indichi comunque.
Esiste ancora la deduzione del 10 per cento sulle pensioni estere?
Nel testo di legge in vigore no. La section 575 dell'ITEPA 2003 indica l'intero importo della pensione come reddito imponibile.
Come faccio a sapere se il mio ETF è un reporting fund?
HMRC pubblica un elenco dei reporting fund approvati. Conta la precisa classe di quote, non il nome del fondo. La società di gestione può confermarti lo status.
Nel Regno Unito ricevo l'integrazione al minimo INPS?
Se ti sei trasferito nel Regno Unito dal 1° gennaio 2021, o sei andato in pensione dopo, secondo l'INPS sì: integrazione al trattamento minimo e maggiorazione sociale sono pagabili mentre risiedi lì. Per chi era residente nel Regno Unito già prima del 2021 non sono esportabili.
Devo vendere il portafoglio prima del trasloco?
Dipende dalle tue plusvalenze e dai tuoi fondi. Se vendi mentre sei ancora residente in Italia, la vendita resta una questione del fisco italiano; se vendi dopo l'arrivo puoi esentare le plusvalenze con il regime FIG, ma con la clausola dei cinque anni della convenzione da verificare. Fai i conti su entrambe le strade prima di muoverti.
Fonti: legislation.gov.uk: ITEPA 2003, section 575 (taxable foreign pension income); GOV.UK: convenzione Italia-Regno Unito contro le doppie imposizioni del 1988; GOV.UK: Foreign notes 2026 (SA106 notes); GOV.UK: HS265 Offshore funds; GOV.UK: Approved offshore reporting funds; GOV.UK: HS266 Foreign income and gains (FIG) regime (2026); HMRC Manual: RFIG45100 Qualifying foreign income; GOV.UK: Budget 2026; GOV.UK: Individual Savings Accounts; GOV.UK: Tax on your private pension contributions; GOV.UK: State Pension if you retire abroad; INPS: Brexit, applicazione del protocollo sulla sicurezza sociale, prestazioni pensionistiche; Normattiva: art. 19 DL 201/2011 (IVAFE); Normattiva: art. 4 DL 167/1990 (quadro RW); HMRC Manual: IEIM402340 CRS reportable jurisdictions