| Stamp duty sulle quote | 0,5 % (con modulo di trasferimento solo sopra £1.000) |
| SDLT su immobili commerciali (Inghilterra, Irlanda del Nord) | 0 % fino a £150.000, 2 % fino a £250.000, 5 % oltre |
| Vendita di una controllata da parte di una società britannica | esente con almeno il 10 % per 12 mesi e attività commerciale (SSE) |
| Vendita da parte di una società italiana | plusvalenza esente al 95 % con la PEX (art. 87 TUIR, dal 2027 art. 96) |
| BADR per venditori privati residenti UK | 18 % fino al limite di £1 mln nella vita; secondo il Budget 2026 £500.000 dal 6 aprile 2027 |
| Controllo sugli investimenti (NSI Act) | notifica obbligatoria in 17 settori, senza via libera l'acquisto è nullo |
Share deal o asset deal
Nello share deal compri le quote della società. L'azienda resta la stessa, con tutti i contratti, i dipendenti, le autorizzazioni e anche tutti i rischi del passato. Nell'asset deal compri singoli beni: macchinari, clientela, marchio, magari un immobile. La vecchia società resta al venditore, con i suoi problemi.
Chi compra preferisce l'asset deal, perché prende solo ciò che vuole e può ammortizzare i valori acquistati. Chi vende preferisce lo share deal, perché la plusvalenza sulle quote gode spesso di un trattamento fiscale favorevole. Nel Regno Unito si aggiunge un terzo fattore, le imposte sui trasferimenti: le quote costano poco, gli immobili molto.
Quanto costa l'operazione in imposte sui trasferimenti
Le principali imposte britanniche all'acquisto. L'imposta sugli immobili vale in Inghilterra e Irlanda del Nord; Scozia e Galles hanno imposte proprie.
| Share deal | Asset deal | |
|---|---|---|
| Stamp duty / SDRT | 0,5 % sul prezzo delle quote; modulo di trasferimento allo Stamp Office e pagamento entro 30 giorni | non dovuta, perché non si trasferiscono quote |
| SDLT sugli immobili | nessuna, l'immobile resta nella società | su immobili commerciali 0 % fino a £150.000, 2 % fino a £250.000, 5 % oltre; sugli immobili residenziali aliquote proprie |
| IVA britannica (VAT) | nessuna sull'acquisto di quote | 20 % sui beni, salvo trasferimento di un'azienda in funzionamento (TOGC) |
GOV.UK: Tax when you buy shares; Stamp Duty Land Tax non-residential rates; VAT Notice 700/9 (novembre 2026)
Stamp duty, SDLT e il trasferimento di un'azienda in funzionamento
Sulle quote di una società britannica chi compra paga lo 0,5 per cento di stamp duty, con modulo cartaceo arrotondato alle 5 sterline superiori e solo per prezzi oltre £1.000. Modulo e pagamento devono arrivare a HMRC entro 30 giorni dalla firma. Secondo il Budget 2026, stamp duty e stamp duty reserve tax sulle quote dovrebbero essere sostituite da fine 2027 da una nuova Securities Transfer Tax; è un annuncio, non ancora legge.
Nell'asset deal con un immobile commerciale in Inghilterra si paga la Stamp Duty Land Tax: niente fino a £150.000, il 2 per cento sulla parte fino a £250.000, il 5 per cento su tutto il resto. Su un immobile da qualche milione è la voce più pesante tra i costi accessori. Come si combinano immobili residenziali e società lo spieghiamo in comprare un immobile tramite società.
Sull'IVA britannica l'asset deal ha una via d'uscita: se si trasferisce un'azienda in funzionamento e chi compra continua lo stesso tipo di attività, si ha un Transfer of a Going Concern. In quel caso il trasferimento non è una cessione e il venditore non può addebitare VAT. Le condizioni sono rigide, e chi le valuta male si ritrova in fattura troppa o troppo poca imposta.
Chi vende: una società britannica o una persona residente nel Regno Unito
Se una società britannica vende le quote della sua controllata, la plusvalenza è esente con la Substantial Shareholding Exemption, se detiene almeno il 10 per cento da almeno 12 mesi e la controllata è un'impresa commerciale. È uno dei motivi per una holding britannica. Se in precedenza, dentro il gruppo, sono stati spostati beni nella controllata in neutralità fiscale, alla vendita può scattare una tassazione successiva, la degrouping charge. Dal 2011, in caso di vendita di quote, si aggiunge al corrispettivo delle quote; se si applica la SSE, è esente anche quella parte.
Se vendi da persona fisica residente nel Regno Unito paghi la capital gains tax, al 18 o al 24 per cento a seconda del reddito. Con la Business Asset Disposal Relief vale il 18 per cento sulle plusvalenze fino al limite di £1 milione nella vita, se detieni almeno il 5 per cento e da almeno due anni sei dipendente o director della società. Secondo il Budget 2026 il limite scende a £500.000 dal 6 aprile 2027; dallo stesso giorno è annunciata una nuova Founders' Relief al 10 per cento fino a £10 milioni per i fondatori di imprese ad alta crescita. Né l'una né l'altra misura è ancora legge.
Chi vende dall'Italia
Se non risiedi nel Regno Unito, di regola il Regno Unito non tassa la plusvalenza sulla vendita di quote; l'eccezione riguarda gli immobili britannici. La convenzione Italia-Regno Unito assegna le plusvalenze su quote allo Stato di residenza di chi vende. Se la società britannica vale soprattutto per gli immobili che possiede nel Regno Unito, il caso va verificato a parte.
Se a vendere la controllata britannica è una S.r.l. o una S.p.A. italiana, la plusvalenza è esente al 95 per cento con la participation exemption (art. 87 TUIR, dal 2027 art. 96 del nuovo testo unico): il 5 per cento residuo entra nel reddito soggetto a IRES al 24 per cento. Le condizioni sono quattro: possesso ininterrotto dal primo giorno del dodicesimo mese precedente la cessione, quote iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il possesso, controllata non residente in un paese a fiscalità privilegiata e controllata che esercita un'impresa commerciale. Attenzione all'ultima: una società che gestisce soprattutto il proprio patrimonio immobiliare si presume che non la eserciti.
Il Regno Unito è fuori da UE e SEE, quindi il test sulla fiscalità privilegiata (art. 47-bis TUIR, dal 2027 art. 162) va fatto. Il regime ordinario britannico, con una corporation tax tra il 19 e il 25 per cento, non è a fiscalità privilegiata; un regime speciale che abbassi molto il carico effettivo andrebbe però verificato. Per le persone fisiche residenti in Italia valgono regole proprie, che calcoliamo nel caso concreto.
Con il National Security and Investment Act chi compra una società attiva in 17 settori sensibili deve notificare l'operazione al governo e ottenere il via libera prima della chiusura: tra gli altri intelligenza artificiale, comunicazioni, infrastrutture dati, difesa, energia, trasporti e tecnologie quantistiche. Fa scattare l'obbligo, tra l'altro, il superamento del 25 per cento delle quote o dei diritti di voto. Chi chiude senza via libera ha un acquisto nullo e rischia sanzioni civili e penali. La notifica obbligatoria riguarda l'acquisto di società, non di singoli beni; il governo può però esaminare anche questi.
Due diligence: cosa fa verificare chi compra nel Regno Unito
La verifica la fanno avvocati per diritto e contratti e revisori per numeri e imposte. Noi mettiamo in forma i risultati per la tua decisione.
- 1
Diritto societario
Registri di Companies House, libro soci, titolari effettivi, statuto, delibere degli ultimi anni.
- 2
Imposte
Corporation tax, VAT, ritenute sui salari e National Insurance degli ultimi anni, verifiche HMRC in corso, finanziamenti soci, riorganizzazioni passate nel gruppo.
- 3
Contratti e dipendenti
Contratti con clienti con clausole di cambio di controllo, contratti di lavoro, piani di partecipazione, pensioni.
- 4
Tutele nel contratto
Garanzie e manleve del venditore, eventualmente con un'assicurazione dedicata. Fin dove arrivano lo negoziano gli avvocati delle due parti.
Domande frequenti sulle acquisizioni nel Regno Unito
Chi paga la stamp duty sull'acquisto di quote?
Chi compra. È lo 0,5 per cento del prezzo ed è dovuta entro 30 giorni dalla firma del modulo di trasferimento.
Da acquirente italiano devo notificare qualcosa al governo britannico?
Solo se la società bersaglio opera in uno dei 17 settori sensibili e si raggiungono le soglie, per esempio oltre il 25 per cento. In quel caso la notifica è obbligatoria, da qualunque paese venga chi compra.
Pago imposte nel Regno Unito se, da residente in Italia, vendo la mia Limited?
Di regola no, finché la Limited non è una società immobiliare. La plusvalenza si tassa in Italia; se vende una società italiana, con la PEX al 95 per cento se le condizioni ci sono.
Un asset deal con immobile costa sempre di più?
Sull'imposta sugli immobili quasi sempre, perché nello share deal la SDLT non c'è. In cambio chi compra ottiene nuove basi di ammortamento e lascia i problemi al venditore. Cosa prevale lo calcoliamo sul caso concreto.
Fonti: GOV.UK: Tax when you buy shares; GOV.UK: Stamp Duty Land Tax, non-residential and mixed-use rates; HMRC: Transfer a business as a going concern (VAT Notice 700/9); HMRC Capital Gains Manual CG45400 e CG45420 (degrouping charge); GOV.UK: National Security and Investment Act, guidance on acquisitions; GOV.UK: Business Asset Disposal Relief; GOV.UK: Budget 2026 document; GOV.UK: convenzione Italia-Regno Unito del 1988 (art. 13); Normattiva: art. 87 TUIR (participation exemption); Normattiva: art. 47-bis TUIR (regimi fiscali privilegiati); Normattiva: d.lgs. 19 giugno 2026 n. 117 (nuovo testo unico delle imposte sui redditi)