| VAT per imprese senza sede nel Regno Unito | registrazione dalla prima operazione imponibile, nessuna soglia |
| Branch (stabile organizzazione) | Corporation Tax solo sugli utili britannici |
| Costituire una Limited | 100 sterline online, iscrizione di solito entro 24 ore |
| Corporation Tax | 19% fino a 50.000 sterline di utile, 25% oltre 250.000, in mezzo Marginal Relief |
| Dipendenti | registrazione come datore di lavoro prima del primo stipendio |
I quattro gradini dell'ingresso nel mercato
Entrare nel mercato britannico raramente è una decisione sola. Di solito è una scala: prima spedisci dall'Italia, poi arriva un agente o un magazzino, poi un ufficio, un giorno una società tua. A ogni gradino cambia quello che il Regno Unito ti chiede.
La buona notizia: le regole sono chiare e ben documentate. Quella meno buona: molte imprese si accorgono solo dopo di aver saltato un gradino, per esempio perché un collaboratore che lavora da casa a Leeds ha cominciato a firmare contratti. Per questo conviene guardare tutti e quattro i gradini prima di partire.
Gradino 1: export senza presenza
Se vendi dall'Italia a clienti britannici non ti serve una società nel Regno Unito. Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è fuori dal territorio doganale e IVA dell'Unione: per la tua fattura italiana la spedizione oltre confine è un'esportazione non imponibile ai sensi dell'art. 8 del DPR 633/1972, provata dai documenti doganali, e ti serve un numero EORI.
Il problema arriva dall'IVA britannica. Per le imprese senza sede nel Regno Unito la soglia di 90.000 sterline non vale: chi effettua operazioni imponibili nel Regno Unito, per esempio vende ai clienti merce da un magazzino britannico o spedisce pacchi fino a 135 sterline a privati, deve registrarsi dalla prima sterlina. Quali casi rientrano lo spiega IVA sulla vendita di beni nel Regno Unito. Per le merci serve anche un numero EORI britannico (GB EORI).
Gradino 2: agente, magazzino, le prime persone sul posto
Questo è il gradino delicato. La domanda chiave è se nel Regno Unito nasce una stabile organizzazione della tua impresa: un ufficio, un magazzino che fa più che custodire merce, una persona che firma abitualmente contratti a nome tuo. Le definizioni precise stanno nella convenzione Italia-Regno Unito del 1988 e vanno lette sul tuo caso concreto, prima di aprire l'ufficio e non dopo.
Per le buste paga vale una logica propria: dipendenti nel Regno Unito, da soli, non ti rendono un datore di lavoro con presenza britannica; una branch o un ufficio sì. Che cosa fare in quel caso lo trovi in Distaccare dipendenti nel Regno Unito. E la questione fiscale non è la questione del visto: chi manda qualcuno oltremanica controlla le due cose separatamente.
Branch o Limited: il confronto diretto
Dal gradino 3 hai la scelta. Le differenze principali per un'impresa italiana.
| Branch (stabile organizzazione) | Limited propria | |
|---|---|---|
| Soggetto giuridico | la tua impresa italiana | una società britannica a sé |
| Corporation Tax britannica | sugli utili della branch | su tutto l'utile della Limited |
| Responsabilità | risponde direttamente la tua impresa | limitata al capitale della Limited |
| Utili in Italia | tassati in Italia con credito per l'imposta britannica (convenzione, art. 24) | solo alla distribuzione; per una società italiana il 95% del dividendo è escluso |
| Gestione | iscrizione a Companies House, ripartizione degli utili tra sede e branch | bilancio, Confirmation Statement, verifica d'identità dei director |
| Effetto sui clienti | neutro o prudente | controparte britannica, spesso attesa |
Convenzione Italia-Regno Unito 1988, art. 24; art. 89 TUIR (dal 2027 art. 98 del nuovo testo unico); GOV.UK Corporation Tax; Companies Act 2006 s. 3
Gradini 3 e 4: branch o società propria
Una branch è giuridicamente una parte della tua impresa. Il Regno Unito tassa solo gli utili che le sono attribuibili: una società non residente paga Corporation Tax soltanto sulla sua attività britannica. In Italia, secondo la convenzione, quegli utili possono entrare nel reddito della società e l'imposta britannica si scomputa come credito, entro la quota d'imposta italiana che corrisponde a quel reddito. Il nodo è la ripartizione: quali utili appartengono a Londra e quali a Bologna? Serve una contabilità tra sede e branch che regga come tra imprese indipendenti. I dettagli sono in Branch o società controllata.
Una Limited propria è il taglio più netto. Ha un patrimonio suo, una responsabilità sua e una sua dichiarazione fiscale. Costituirla costa online 100 sterline e l'iscrizione arriva di solito entro 24 ore. Sugli utili fino a 50.000 sterline paga il 19%, oltre 250.000 sterline l'aliquota piena del 25%. Quando distribuisce alla tua S.r.l., il Regno Unito non trattiene nulla e in Italia il dividendo è escluso per il 95% (art. 89 TUIR, dal 2027 art. 98 del nuovo testo unico). Attenzione però: la Limited ha bisogno di almeno un director persona fisica e di una sede legale nel Regno Unito. I director possono vivere all'estero, ma allora deve essere chiaro dove la società viene davvero diretta.
Una società britannica le cui decisioni si prendono tutte nella sede italiana rischia di essere considerata residente anche in Italia. Se è residente in entrambi gli Stati, la convenzione la assegna al Paese in cui si trova la sede di direzione effettiva. Per una controllata con un vero business nel Regno Unito significa: responsabilità locale, decisioni documentate, board meeting con contenuto. Che cosa succede quando manca tutto questo lo spiega Limited inglese gestita dall'Italia.
Che cosa chiarire prima di partire
Le domande che facciamo per prime in ogni ingresso nel mercato.
- Che cosa vendi, a chi e da dove: merce dall'Italia, merce da un magazzino nel Regno Unito, servizi, servizi digitali?
- Chi agisce per te nel Regno Unito, e questa persona può concludere contratti?
- Ti servono dipendenti nel Regno Unito, e arrivano dall'Italia o dal mercato del lavoro britannico?
- Come torneranno gli utili, e serve una holding nel mezzo?
- Quale banca, quale contabilità, quale bilancio si adatta alla forma scelta?
- Qualcuno ha bisogno di un visto, e la struttura è compatibile con il percorso che intende usare?
Domande frequenti
Posso partire con una branch e costituire più avanti una Limited?
Sì, è una strada comune. Pianifica però il passaggio fin dall'inizio, perché trasferire beni e contratti dalla branch alla Limited ha conseguenze fiscali proprie su entrambi i lati.
Mi serve un director britannico per la Limited?
Per legge no. Almeno un director deve essere una persona fisica, e può vivere ovunque. In pratica qualcuno sul posto aiuta ad ancorare la direzione dove si trova il business.
Quando devo registrarmi come datore di lavoro?
Prima del primo giorno di paga. Se le buste paga le fa la società italiana o una Limited britannica dipende da dove si trova la presenza.
Una Limited costa meno di tasse della mia S.r.l.?
Non automaticamente. Contano dove nasce l'utile e dove la società viene diretta. Chi costituisce una Limited solo per l'aliquota e poi la gestisce dall'Italia rischia di pagare comunque in Italia.
Fonti: GOV.UK: Register for VAT; HMRC VAT Notice 700/1: Who should register for VAT; GOV.UK: VAT and overseas goods sold directly to customers in the UK; GOV.UK: Set up a limited company; GOV.UK: Corporation Tax rates and reliefs; GOV.UK: Corporation Tax; GOV.UK: Register as an employer; HMRC PAYE Manual PAYE81610; GOV.UK: Tell HMRC and get an EORI number; legislation.gov.uk: Companies Act 2006, ss. 3, 155; GOV.UK: convenzione Italia-Regno Unito contro le doppie imposizioni (1988); Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: Brexit; Normattiva: art. 8 DPR 633/1972 (esportazioni); Normattiva: art. 89 TUIR, dal 2027 art. 98 del nuovo testo unico (dividendi)